Negli ultimi tempi gli esosomi sono diventati uno degli ingredienti più discussi nella skincare avanzata.
Se inizialmente erano associati quasi esclusivamente alla medicina rigenerativa, oggi compaiono sempre più spesso in sieri e creme agli esosomi da utilizzare a casa.
La domanda che molte persone si pongono è semplice: la crema agli esosomi funziona davvero? E può offrire risultati paragonabili ai trattamenti eseguiti in clinica?
Le creme agli esosomi possono contribuire a migliorare progressivamente compattezza, luminosità e qualità della pelle. Tuttavia non equivalgono ai trattamenti clinici, perché agiscono in modo più superficiale e graduale.
I risultati dipendono dalla formula, dalla costanza d’uso e dalle condizioni iniziali della pelle.
In questo articolo analizziamo cosa sono gli esosomi nella skincare, cosa cambia tra uso domestico e clinico e cosa possiamo realisticamente aspettarci nel tempo.
Cosa sono gli esosomi nella skincare
Gli esosomi sono minuscole vescicole extracellulari rilasciate dalle cellule.
Agiscono come messaggeri biologici, trasportando proteine, lipidi e RNA verso altre cellule e contribuendo alla regolazione di processi come infiammazione, riparazione e comunicazione intercellulare.
In ambito medico vengono studiati per il loro potenziale nella medicina rigenerativa.
In termini semplici, gli esosomi trasportano segnali biologici che possono contribuire a modulare processi come:
- la riparazione dei tessuti dopo un danno;
- il supporto alla produzione di collagene ed elastina;
- la riduzione dello stress infiammatorio;
- la regolazione dei processi di guarigione.
Nella cosmetica, però, il termine esosomi può indicare tecnologie differenti e non sempre equivalenti a quelle utilizzate in ambito clinico, è proprio qui che nasce gran parte della confusione.
Questa distinzione è fondamentale per comprendere cosa possiamo aspettarci da una crema agli esosomi.

Gli esosomi nelle creme non sono come quelli usati in clinica
Nei trattamenti professionali gli esosomi vengono applicati all’interno di protocolli medici controllati e spesso in combinazione con procedure che ne facilitano la penetrazione negli strati più profondi della pelle, come microneedling o laser frazionato.
In questo contesto l’obiettivo è modulare in modo più diretto i processi di riparazione dermica, sfruttando il loro contenuto bioattivo.
Le creme agli esosomi, invece, devono essere stabili, sicure e compatibili con l’uso quotidiano. L’azione è prevalentemente epidermica e progressiva, e non prevede procedure che favoriscano un assorbimento profondo.
La differenza non riguarda la presenza dell’ingrediente in sé, ma il contesto di utilizzo: intensità e profondità dell’intervento sono completamente diverse.
Esosomi probiotici, vegetali e derivati da cellule staminali: cosa cambia
Nel panorama cosmetico attuale possiamo distinguere approcci differenti quando si parla di crema agli esosomi.
Molti prodotti utilizzano vescicole extracellulari di origine probiotica, spesso derivate da fermenti come i lattobacilli. In questi casi l’obiettivo è sostenere il microbioma cutaneo, migliorare la barriera e ridurre lo stress infiammatorio, con benefici su luminosità e uniformità della pelle.
Altri impiegano vescicole di origine vegetale, estratte da cellule di piante. Qui l’azione è prevalentemente legata al contenuto di antiossidanti e molecole lenitive, più che a una vera modulazione della comunicazione cellulare.
Esistono poi formulazioni di impostazione più biotecnologica che utilizzano derivati della ricerca sulle cellule staminali, come fattori di crescita ed esosomi stabilizzati, con l’intento di sostenere i naturali processi di rigenerazione cutanea e migliorare compattezza ed elasticità nel tempo.
In alcuni casi le formule combinano più tecnologie, creando prodotti ibridi. Non si tratta di esosomi misti in senso biologico, ma di blend di attivi con funzioni complementari.
In tutti questi casi parliamo di soluzioni cosmetiche stabili e compatibili con l’uso quotidiano, ma con un’azione generalmente più graduale rispetto agli approcci clinici.

Come scegliere una crema agli esosomi
Se stai valutando una crema agli esosomi, può essere utile considerare:
- l’origine dichiarata delle vescicole (probiotica, vegetale, biotech);
- la presenza di attivi di supporto solidi come peptidi, niacinamide o acido ialuronico;
- la compatibilità con il tuo tipo di pelle.
Nella skincare conta più la qualità complessiva della formula che il singolo ingrediente di tendenza.
Le creme agli esosomi funzionano davvero?
Sì, ma con aspettative realistiche.
Una crema agli esosomi può contribuire progressivamente a:
- migliorare la compattezza;
- aumentare luminosità e uniformità;
- sostenere la barriera cutanea;
- rendere la pelle più elastica nel tempo.
La mia esperienza con creme e sieri agli esosomi
Negli ultimi mesi ho inserito nella mia routine diverse formulazioni agli esosomi appartenenti a filosofie differenti.
Ho iniziato con i sieri Medicube Exosome Shot 2000 e 7500, molto diffusi nella skincare coreana.
In questo caso si tratta di vescicole extracellulari di origine probiotica, abbinate a una tecnologia con micro-spicule che favorisce il turnover superficiale.
La versione 2000 risulta più delicata e graduale, mentre la 7500 è più intensa e può generare una sensazione temporanea di formicolio sulla pelle.
Con un utilizzo costante ho osservato un miglioramento progressivo della grana cutanea e maggiore luminosità, soprattutto con la formula più concentrata.

Successivamente ho inserito nella routine la crema agli esosomi derivati da cellule staminali di Calecim Professional, insieme al siero contorno occhi della stessa linea.
Dopo circa 15 giorni di utilizzo costante ho notato una pelle visivamente più compatta ed elastica, con un aspetto più pieno e uniforme. Anche la zona del contorno occhi appariva più distesa e luminosa.
È plausibile che i primi benefici siano legati al rafforzamento della barriera cutanea e al miglioramento dell’idratazione, ma la differenza rispetto alla routine precedente è stata percepibile.
Si tratta di due approcci diversi: uno più orientato al miglioramento progressivo della superficie cutanea, l’altro più focalizzato sul supporto della qualità dermica nel tempo.
Continuerò a valutarne l’evoluzione nelle prossime settimane, perché è nel medio periodo che si comprende realmente il potenziale di una formula.

Quanto tempo serve per vedere risultati con una crema agli esosomi?
Quando si parla di creme agli esosomi, è utile distinguere tra benefici legati all’idratazione iniziale e miglioramenti più strutturali che richiedono costanza.
Dopo 7 giorni
Si può osservare maggiore comfort cutaneo e una pelle più luminosa, effetti generalmente collegati al rafforzamento della barriera e alla migliore ritenzione idrica.
Dopo 14 giorni
La pelle può apparire più uniforme e leggermente più compatta. Le linee sottili da disidratazione risultano meno evidenti.
Dopo 30 giorni
Il miglioramento tende a stabilizzarsi: maggiore elasticità, tono più omogeneo e qualità superficiale più regolare.
Dopo 60 giorni
Con un utilizzo costante è possibile osservare una compattezza più stabile e una migliore elasticità al tatto.
Se la formula è efficace e ben tollerata, in questo intervallo di tempo può iniziare a manifestarsi un supporto alla qualità dermica, anche se nei cosmetici tale effetto resta più moderato rispetto ai trattamenti clinici.
È in questa fase che si può valutare con maggiore obiettività se una crema agli esosomi sta contribuendo a un miglioramento più strutturale o se l’effetto era principalmente legato all’idratazione iniziale.
Esosomi e collagene: cosa può succedere davvero
Uno dei temi più citati quando si parla di crema agli esosomi è la possibile stimolazione del collagene.
Il collagene è prodotto dai fibroblasti nel derma e il suo rimodellamento è un processo lento. Nei trattamenti clinici che stimolano intenzionalmente il tessuto, i tempi di osservazione per un aumento della neosintesi possono richiedere diverse settimane o mesi.
Nel caso delle creme agli esosomi, l’azione è più indiretta. Se la formula contribuisce a mantenere un ambiente cutaneo favorevole: buona idratazione, barriera integra, riduzione dello stress ossidativo, può sostenere nel tempo i naturali processi di sintesi del collagene.
È più corretto parlare di supporto alla qualità dermica piuttosto che di stimolazione intensa.
Il miglioramento della compattezza osservato dopo alcune settimane può derivare da una combinazione di fattori: migliore organizzazione superficiale dell’epidermide, maggiore ritenzione idrica e possibile supporto ai fibroblasti nel medio periodo.
Secondo una recente review pubblicata su PubMed, gli esosomi mostrano potenziale nel modulare la produzione di componenti della matrice extracellulare, come il collagene, e nel sostenere processi di rigenerazione cutanea e invecchiamento cutaneo.
Tuttavia, le evidenze derivano principalmente da studi preliminari e non esistono prodotti a base di esosomi approvati dalle autorità regolatorie, né prove cliniche robuste sulla loro efficacia a lungo termine.
Esosomi per pelle matura: hanno senso?
Le creme agli esosomi possono essere particolarmente interessanti per la pelle matura, dove l’obiettivo non è trasformare radicalmente il viso, ma migliorare progressivamente la qualità del tessuto cutaneo.
Possono contribuire a:
- aumentare elasticità e compattezza;
- sostenere la barriera;
- migliorare l’aspetto delle linee sottili legate alla perdita di tono.
Non rappresentano una soluzione miracolosa, ma possono essere un valido supporto all’interno di una routine ben strutturata.
Domande frequenti sulla crema agli esosomi
Le creme agli esosomi sono sicure?
Nei cosmetici vengono utilizzate formulazioni stabilizzate e compatibili con l’uso quotidiano. È comunque importante scegliere prodotti adatti al proprio tipo di pelle.
Possono essere usate tutti i giorni?
Sì, nella maggior parte dei casi sono pensate per un utilizzo quotidiano, salvo diversa indicazione del produttore.
Si possono usare insieme al retinolo o ad altri attivi?
Dipende dalla formula. In generale possono essere inserite in una routine con attivi come retinolo o vitamina C, ma è sempre consigliabile introdurre i prodotti gradualmente.
Meglio siero o crema agli esosomi?
Il siero è solitamente più concentrato e leggero, mentre la crema offre maggiore nutrimento e supporto alla barriera. La scelta dipende dal tipo di pelle e dalla routine.
A che età ha senso iniziare?
Possono essere interessanti a partire dai primi segni di perdita di tono o elasticità, ma non esiste un’età fissa: conta la condizione della pelle.
Possono sostituire un trattamento in clinica?
No. Le creme agli esosomi hanno un’azione più superficiale e graduale rispetto ai protocolli professionali.





