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Multitasking: prerogativa femminile

Nella frenesia della vita attuale riuscire a fare più cose contemporaneamente sembra essere un pregio, che molti attribuiscono alle donne come capacità innata.

Essere multitasking è davvero una prerogativa femminile?

Alcuni studi recenti smentiscono questo luogo comune: uomini e donne sembrano avere le stesse potenzialità nell’eseguire più cose contemporaneamente.

Questo è il significato di multitasking: eseguire contemporaneamente più attività, ovvero la capacità di passare da un compito a un altro.

Il preconcetto di genere da sempre riconosce alle donne la capacità di essere multitasking, dando questo stress come una capacità innata. Capacità che, in quanto tale, non comporta nessun sovraccarico fisico e psicologico. Le cose non sembrano stare così.

Studi recenti dimostrano che non c’è differenza di genere nella capacità di fare più cose contemporaneamente.

Uomini e donne hanno le stesse capacità nell’eseguire un solo compito e incontrano le stesse difficoltà come la minor precisione nell’esecuzione, una latenza di risposta maggiore e una minore efficienza nell’eseguire due o più attività contemporaneamente.

Essendo noi donne più sottoposte, per retaggi culturali, al dovere essere multitasking, dovendo occuparci del lavoro, dei figli, della gestione della casa e molto altro, veniamo giudicate meno efficienti degli uomini nel lavoro.

Anche se studi, come quelli rammentati ci dicono che non ci sono distinzioni di genere nell’efficienza a svolgere dei compiti, perché questo preconcetto è così duro a morire?

Oltre agli stereotipi che penalizzano noi donne, relegandoci a uniche figure che si prendono cura della famiglia, il doverci occupare di più cose contemporaneamente potrebbe essere la causa della “ridotta” efficienza. Perché quello che riteniamo un super dono non è altro che un super stress che ci toglie lucidità ed energia. 

 

 Essere multitasking è un vantaggio?

 I ricercatori non sono tutti unanimi nell’affermare che il multitasking sia un vantaggio.

Secondo alcuni, come Sandra Bond Chapman (Center for brain health, Dallas) il multitasking aumenterebbe il livello del cortisolo, l’ormone dello stress proprio perché il cervello è programmato per svolgere un compito alla volta. Questo sembra comportare risultati più scadenti nell’esecuzione.

Questo aspetto negativo del multitasking viene confermato dai ricercatori dell’Università del Sussex, i quali hanno trovato una diminuzione della materia grigia nelle zone del cervello deputate al controllo del pensiero.

 Rispondere al telefono, pensare a quello che c’è da comprare per la cena, rispondere a una mail, mentre si sta facendo un’altra cosa, ci fa perdere la concentrazione. 

Concentrarsi di nuovo su quell’attività è un grande dispendio di energie e richiede del tempo, diminuendo la nostra capacità di esecuzione e aumentando ansia e stress.

Studi fatti su adolescenti, invece, sembrano ritenere il lavoro contemporaneo su due apparecchi tecnologici, come un allenameno stimolante la capacità multitasking.

Gli studi sono ancora controversi, ma nessuno nega che il dover per forza fare più cose contemporaneamente porti a uno stress fisico e mentale che può sfociare in ansia e depressione.

Quindi, se da una parte abbiamo il vantaggio di riuscire a fare più cose, dall’altra arriviamo alla sera letteralmente sfinite e insoddisfatte.

Multitasking differenze tra i due sessi

Gli stereotipi vogliono noi donne con una maggiore capacità multitasking.

Siamo noi, infatti, ad avere il maggior carico di lavoro da svolgere contemporaneamente e, se da una parte, ci vantiamo del fatto che riusciamo a fare molte più cose degli uomini, dall’altra ci lamentiamo dell’enorme mole di lavoro che è sulle nostre spalle.

Tutto questo anche se studi importanti dimostrano che non ci sono differenze di genere nella capacità di svolgere più attività contemporaneamente: è difficile sia per gli uomini che per le donne.

Il voler fare tutto contemporaneamente è frutto del periodo che viviamo, ci sentiamo come inseguiti dal tempo e siamo sempre sotto pressione. Più cose riusciamo a fare e più ci sentiamo bravi, perdendo di vista che se facessimo una cosa alla volta impiegheremmo lo stesso tempo e i risultati sarebbero migliori. 

Perché fare più cose contemporaneamente indebolisce la capacità di dare delle priorità alle cose che facciamo e ci fa pensare che possiamo avere il controllo su tutto.

Sarà sicuramente capitato anche a voi di arrivare alla sera completamente prive di forze e di energia, sentendovi come se foste state nel bosco a tagliare legna tutto il giorno. Magari siete state tutto il giorno in ufficio comodamente sedute, ma da quella postazione siete riuscite a gestire le duecento cose giornaliere che vi hanno succhiato tutta l’energia di cui disponevate.

Conseguenze dell’essere multitasking: quando dire no

Saper dire no alle richieste simultanee è un modo per tutelare la nostra salute.

Riappropriarci del nostro tempo è doveroso per evitare lo stress indotto dal sovraccarico posto sul nostro cervello.

Dover interrompere un’attività per farne un’altra e un’altra ancora ci distrae dal compito al quale eravamo dediti, facendoci perdere la giusta concentrazione necessaria per portare a termine la cosa.

 Queste “distrazioni” faranno aumentare la nostra capacità di distrarci, influenzando in modo negativo il risultato finale.

L’utilizzo di strumenti digitali come computer o cellulare, oltre a darci la possibilità di fare più cose insieme, ci limita nei rapporti interpersonali che sono assolutamente necessari per la nostra salute psichica.

Riuscire a fare una cosa alla volta ci darà la possibilità di farla bene, di farla in minor tempo, di avere memoria di quello che si è fatto, oltre a darci la possibilità di scegliere le priorità della giornata.

Ecco un serie di suggerimenti da adottare per essere meno pressate:

  • Stilare una lista delle cose da fare in ordine d’importanza può essere utile a rimanere concentrati su una cosa alla volta.
  • Dividere con il proprio partner la gestione della casa e dei figli è un modo per avere più tempo libero da dedicare a noi stesse.
  • Godere del tempo libero impiegandolo anche oziando ci serve per capire che valiamo e che il tempo trascorso in relax è importante tanto quanto quello impiegato in attività.
  • Esercizi che rilassano la mente come la meditazione possono essere utili a ricaricare il nostro cervello.

Il mio esercizio per ricaricarmi è andare a fare lunghe passeggiate in campagna: senza rumori, senza automobili, senza orario, circondata dal verde della natura. 

Torno a casa che sono realmente rigenerata.

E voi cosa fate per ricaricarvi? 

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