maglieria etica

Maglieria etica e bio, la scelta di Fortunale

Scrivo questo articolo con la gioia nel cuore; parlare di maglieria etica e bio non può prescindere dal parlare del brand Fortunale.

Fortunale non è solo un brand che tutela l’ambiente, che opera in modo etico e che fa una maglieria bellissima, è molto di più: è la scelta di dare un futuro alle nuove generazioni.

Si, perché la scelta di dare un cambio di marcia all’azienda di famiglia è scattata con la nascita di Jacopo; quale modo migliore di dare il benvenuto a una nuova vita se non con il rispetto e la tutela dell’ambiente che l’ospiterà?

Ma andiamo per ordine, voglio raccontarvi tutta la storia, perché è una storia bella, una storia pulita e una storia che parla di futuro.

In questo articolo troverai:

  • la scelta etica e bio per la maglieria
  • Fortunale non solo lana.

La scelta etica e bio per la maglieria

A San Chirico Raparo, in Basilicata nel 1970 i genitori di Ivan Aloisio creano un maglificio che diventa l’ambiente dove Ivan cresce. Con il tempo si appassiona sempre più al settore manifatturiero, acquisendo tecnica ed esperienza tessile.

Tutta la famiglia si trasferisce in Puglia, continuando a lavorare per aziende importanti, fino alla nascita di Jacopo, figlio di Ivan.

A questo punto, dopo avere girato mezzo mondo per il suo lavoro e avendo visto cose che non rispecchiano la sua filosofia (leggi inquinamento tessile), Ivan decide che la sua vocazione per l’ecologia e il rispetto dell’ambiente doveva sposarsi con le sue conoscenze ed esperienze tessili.

Nasce così la maglieria etica e bio di Fortunale che nulla lascia al caso e che ha una filosofia ben precisa: tutto deve rispettare l’ambiente e avere una seconda vita.

Sapete qual è il significato della parola fortunale? È un vento fortissimo che prevede una burrasca, i marinai si affidavano alla fortuna quando erano in mare con queste condizioni climatiche, da qui il nome.

Il brand Fortunale vuol essere il marchio che in modo impetuoso scuote il mondo della moda. Già a questo punto del racconto di Ivan mi sono innamorata del brand, ma la parte migliore deve ancora arrivare.

Inizia qui la ricerca del capo perfetto, perché un conto è dire ora faccio tutto in modo etico ed un conto è trovare tessuti e filati con certificato biologico e che possano essere colorati con le erbe, che siano morbidi e capaci di durare.

In questa ricerca estenuante per arrivare al capo perfetto si è dovuti arrivare anche a modificare le macchine tessili perché quelle standard non erano in grado di lavorare il tipo di filato.

Finalmente arriva la maglia perfetta: con lana biologica certificata, colorata con le erbe, morbidissima e bella. A decretarlo è Maria Rosaria, la mamma di Ivan, che dopo tanta ricerca esclama: “Questa è perfetta, ora puoi andare!”

Fortunale: non solo lana

Poteva bastare questo? Direi di sì, sembra una scelta professionale ed etica, invece Fortunale ha fatto ancora di più per donare bellezza all’ambiente.

Quando ordinerete la vostra maglia, oltre ad apprezzarne la bellezza e la qualità, vedrete che è contenuta in una scatola molto diversa da quelle che contengono abbigliamento. Proprio perché tutto deve avere una seconda vita, la scatola è davvero bella e non deve assolutamente essere gettata, ma utilizzata per contenere altre cose.

L’etichetta diventa un porta-auricolari e la carta messa all’interno della maglia, affinché non si sgualcisca, un cartoncino con un disegno dell’artista pugliese Francesco Ferrulli. Un disegno pieno di colori e vita.

Infine, una delle cose più belle, è la scritta che vedete nel retro della maglia. Potete leggere la lettera A con accanto un numero ricamato a mano da maestri artigiani: quelli sono tutti gli alberi che Fortunale ha piantato, uno per ogni maglia venduta.

Non piantati a caso. I melograni, la pianta tintoria scelta dal brand, sono stati piantati a Valenzano, in provincia di Bari. In un terreno confiscato alla mafia e gestito da una cooperativa sociale, Semi di Vita, che vuole rivalutare il territorio pugliese e assicurare un lavoro e dignità a giovani con problemi psico-motori e giovani detenuti.

A questo punto dell’intervista con Ivan avevo le lacrime agli occhi: è possibile lavorare bene e fare del bene, basta impegnarsi e volerlo.

Fortunale lo fa fino in fondo. Quando la vostra maglia sarà consumata potete darla indietro con uno sconto del 30% sull’acquisto della nuova. Essendo in pura lana, senza alcuna fibra sintetica, verrà riciclata fino all’80% per darle una seconda vita.

Ho conosciuto Fortunale grazie alla community de LeROSA, tramite Francesca Gresia, cugina e co-fondatrice del brand, che mi ha raccontato la storia del marchio, approfondita con Ivan, affinché conoscessi bene le motivazioni del suo sogno. 

Immagino che ora corriate tutti ad acquistare le stupende maglie, perché un progetto così non merita solo i tanti riconoscimenti ricevuti, merita di avere una grande fortuna. Per assicurare non solo a Jacopo, ma a tutti i bambini uno splendido futuro.

Io sarò orgogliosa di indossare la mia sapendo che non sto mettendo solo una bellissima maglia, ma sto prendendo parte a un meraviglioso progetto.

Con il codice RITA10 puoi avere uno sconto sull’acquisto e scegliere tra i tanti colori a disposizione, chiaramente tutti naturali.

Post sponsorizzato scritto in collaborazione con Fortunale.

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