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L’abito fa il monaco: l’importanza dell’abbigliamento

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L’importanza dell’abbigliamento nella nostra vita, è molta più di quanto possiamo pensare. È il nostro modo di presentarci agli altri, di mostrare quello che siamo e quello che pensiamo.

L’abbigliamento è anche un modo per prenderci cura di noi stesse e della nostra individualità. Perfino la nostra emotività è rappresentata dal nostro stile e dall’abito indossato.

Attraverso l’abbigliamento comunichiamo, lo sanno bene i marketer digitali che si occupano del personal brand di politici, industriali, persone dello spettacolo e influencers.

Il nostro modo di vestire non stimola reazioni soltanto negli altri, ma quello che indossiamo è in grado di condizionare il nostro comportamento. Ci sono studi che dimostrano che indossare la maglia di un super eroe ci faccia sentire più forti e pronti.

Pensate ai detenuti nei campi di concentramento, la loro personalità e le loro capacità intellettive e di organizzazione venivano annientate non soltanto a causa della fame e dei trattamenti disumani, ma anche rendendoli solo dei numeri e tutti vestiti con abiti uguali, logori e impersonali. Togliendo loro la personalità.

Le contestazioni del ’68 e degli anni successivi, che si ribellavano a pregiudizi socio-politici, sono caratterizzati da un tipo di abbigliamento casual, che si contrappone alle regole contro cui combattono. Pantaloni a zampa d’elefante, eskimo e Clarks (gli scarponcini con le stringhe) sono quasi una divisa.

Così come gonne lunghe e zoccoli diventa il modo di vestire delle giovani donne femministe, che in questo modo, coprendosi, vogliono dare più valore alle proprie idee rispetto al loro corpo.

Una grande valenza psicologica è data anche dai colori, in grado di risvegliare emozioni, non sempre piacevoli come nel caso del giallo o addirittura riuscire ad alterare il ritmo respiratorio come nel caso del rosso.

Tutto questo ci fa capire come il nostro abbigliamento sia importante per noi e anche per le persone che ci stanno vicino.

Importanza dell’abbigliamento nella società odierna

L’abbigliamento nella società odierna ha una grande importanza.

È in grado di determinare l’indice di gradimento nei colloqui di lavoro e il giudizio sulle capacità professionali delle persone, oltre a stimolare reazioni fisiche come tachicardia e alterazione della respirazione attraverso i colori.

C’è uno studio interessante che dimostra come la prima impressione sia determinante nel giudizio delle donne sulle capacità professionali delle altre donne. Basta accorciare di pochi centimetri la gonna sopra al ginocchio, per decretare l’incapacità della persona a svolgere un ruolo dirigenziale, lo stesso abbigliamento non interferisce nel giudizio su donne con un grado professionale più basso.

In un mondo che usa il linguaggio, ma dando una prevalenza alle immagini, per comunicare come quello dei social, vedi Instagram, l’abbigliamento decreta il successo o meno di un account. Il nostro esistere viene palesato con le immagini dei nostri outfit o dei nostri accessori, quelli che ci aiutano a costruire la nostra identità.

Le famose it-bag, le borse di lusso e di successo, diventano uno status symbol che tutte vorrebbero rappresentare.  Non sono più soltanto borse, ma diventano oggetti che, per alcuni, rappresentano il potere economico e il successo nella vita di una persona.

Comunicare attraverso l’abbigliamento

L’abbigliamento è un mezzo potentissimo per comunicare chi siamo. Chi pensa che gli abiti siano il futile commette un errore e pecca di superficialità.

Studi ed esperimenti di psicologia della moda ci dimostrano che il nostro look esprime tanto quanto può fare il verbo.

Un esempio è la Red Hat Society, nata per promuovere e supportare quanto di bello la vita ha da offrire alle donne over 50 americane.

La storia inizia quando la signora Sue Ellen Cooper, compiuti i 50 anni, compra un cappello rosso avendo in mente la poesia di Jenny Joseph, Warning che inizia così: “Quando sarò vecchia mi vestirò di viola con un cappello rosso che non si intona e non mi dona”.

Indossando il suo cappello rosso Sue Ellen non è più trasparente agli occhi degli altri e la sua autostima e l’amore per se stessa aumenta. Aumenta così tanto che decide di regalare un cappello rosso a tutte le amiche che compiono 50 anni, come simbolo di rinascita e di gioia per la vita.

Il completo da uomo, tailleur con gonna o pantaloni è stato per moltissimo tempo la divisa scelta dalle donne in carriera, per dimostrare che valevano tanto quanto gli uomini.

Ne abbiamo già parlato nell’articolo sulla collaborazione tra donne, che vi consiglio di leggere.

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Il modo di vestire è espressione del carattere

Con l’abbigliamento non comunichiamo soltanto il nostro ruolo o il nostro status symbol, l’abbigliamento è anche e soprattutto, l’espressione del nostro carattere.

Qui i colori giocano la parte del leone.

È difficile vedere una persona molto timida vestita con colori sgargianti e con abbigliamento stravagante.

Le persone più introverse indosseranno colori scuri e abiti che non attirino troppo l’attenzione degli altri.

È palese che le persone più estroverse indossino colori più accesi e brillanti.

Quello che forse non tutti sanno è che i colori hanno una valenza anche sul nostro apparato cardio circolatorio. Il colore rosso aumenta il ritmo cardiaco e altera la respirazione, mentre per il colore blu si verifica il fenomeno opposto, viene definito un colore calmante.

E ricordatevi di non andare a un colloquio di lavoro vestite di giallo, sembra che questo colore stimoli antipatia e in qualcuno perfino odio.

Anche gli accessori che scegliamo per completare il nostro look sono in grado di manifestare il nostro carattere, ma anche le emozioni del momento: indossare una scarpa con tacco 12 o una sneaker dimostra un’inclinazione diversa, indossare un tailleur pantaloni o un abito aderente rivela come mi sento in quella situazione, quel preciso giorno.

Quello che sembra fatto in modo automatico in realtà è molto più importante di quello che crediamo.

Abbigliamento e personalità

Poiché il nostro abbigliamento rivela la nostra personalità è chiaro che noi siamo le protagoniste indiscusse del nostro stile.

Fashion blogger, stilisti, riviste di moda possono darci delle idee, spetta poi a noi creare i nostri outfit, indossando quello che ci rispecchia e quello che ci fa stare bene.

Qualche volta succede che i modelli di riferimento non sono conformi alla nostra fisicità, facendoci cadere in depressione o tagliandoci fuori dai giochi. Questo succede spesso con le persone un po’ in sovrappeso o con le persone che hanno superato i 50 anni.

Non rispecchiando più i canoni estetici, viene facile lasciarsi andare, vestendosi senza nessuna cura.

Ho iniziato il mio blog proprio per oppormi a questi canoni sciocchi che ci fanno sentire grasse e vecchie. Ogni donna ha la propria bellezza che è data dalle esperienze di vita, dal carattere, dai sogni, vorrei che ognuna si sentisse bella per quello che è, senza sentirsi incasellata in stereotipi assurdi.

Mostrando alle altre donne il mio stile, anche con qualche chilo in più e sicuramente con molte rughe in più, vorrei esortarle a mostrarsi senza vergogna e a essere fiere dei loro corpi.

Se siamo sicure di noi, se ci amiamo non avremo paura di indossare ciò che più ci piace.

Non si capisce perché una persona dovrebbe cambiare il proprio abbigliamento quando arriva a 50 anni, a me non sembra accettabile che da un giorno all’altro si debba modificare la propria personalità, il proprio carattere e i propri gusti personali.

Questo non vuol dire che si debba perdere il buongusto, non indosserei mai le minigonne che indossavo a vent’anni, mi sentirei fuori luogo e non mostrerebbero più le gambe toniche che avevo da giovane, ma rimane comunque una scelta personale.

L’abito non fa il monaco è un proverbio superato

Che l’abito non faccia il monaco è un proverbio superato. Come ci vestiamo, la cura che abbiamo nella scelta del nostro abbigliamento, mostrano quello che noi siamo, quello che pensiamo di noi, quanto ci amiamo.

Il vestiario è portare all’esterno quello che siamo, il nostro sé e una cura nel nostro abbigliamento rispecchia la cura che abbiamo per noi stesse.

Quando parlo alle persone che mi chiedono consulenze di stile, tutte pensano che dirò loro cosa devono indossare. Non è così, per prima cosa invito le persone a mostrarmi il loro carattere, i loro desideri e capire cosa le fa stare bene, è solo conoscendo il carattere e la personalità della persona che chiede aiuto che è possibile dare delle indicazioni su quali capi possono rappresentarla meglio, aiutandola negli abbinamenti e nella coerenza dello stile.

Conoscere meglio noi stesse, senza censure, senza freni derivanti dall’ambiente familiare o lavorativo, ci permette di sentirci finalmente libere di esprimere la nostra personalità senza paura dei giudizi altrui.

Dobbiamo noi per prime avere un’alta considerazione di noi stesse, senza sentirci con le ali tarpate perché non abbiamo la forza di esprimere quello che siamo.

Voler rassomigliare tutte allo stesso standard tende ad annullare la nostra personalità e la nostra individualità, che è la nostra ricchezza. È la nostra individualità che determina il modo e la forza del nostro stile.

Il giudizio degli altri sul nostro abbigliamento

È immancabile che gli altri daranno un giudizio sul nostro abbigliamento e questo avverrà nei primi cinque secondi, senza nessuna possibilità di rettifica.

Questo è ancora più palese nell’ambiente di lavoro, dove le donne sono molto penalizzate, non solo da discriminazione di genere, ma anche dal giudizio delle altre donne.

A questo proposito è interessante un esperimento del 2015 di Howlett, Pine e altri, sulla percezione delle donne nei confronti di altre donne.

L’esperimento consisteva nel mostrare foto di donne senza volto, ma con una specifica qualifica che andava da manager a segretaria. Mostrando la foto con il volto pixelato per 5 secondi, le 129 donne intervistate dovevano esprimere il loro giudizio su: intelligenza, fiducia, affidabilità, responsabilità, autorità e organizzazione.

La differenza nelle immagini era la gonna leggermente più corta, ma rimanendo all’altezza del ginocchio e la blusa con un bottone in più sbottonato, ma che non mostrava nulla.

Il risultato è stupefacente, infatti il giudizio è negativo per le foto con la gonna leggermente più corta, per le qualifiche più alte. Rimaneva inalterato dall’abbigliamento per le qualifiche più basse.

Questa è la dimostrazione dell’importanza dell’abbigliamento nella nostra vita lavorativa e di come certi pregiudizi siano duri a morire.

 

Questo articolo fa parte di “Bloginrete” de LeROSA, progetto di SeoSpirito Società Benefit srl, in collaborazione con &Love e Scoprirecosebelle, che ha come obiettivo primario ascoltare le donne, collaborare con tutti coloro che voglio rendere concrete le molteplici iniziative proposte e sorridere dei risultati ottenuti. È un progetto PER le donne, ma non precluso agli uomini, è aperto a chiunque voglia contribuire al benessere femminile e alla valorizzazione del territorio, in cui vivere meglio sotto tutti i punti di vista.

 

 

 

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