Chirurgia plastica o accettazione di sé?

L’American Society of Plastic Surgeons (associazione dei chirurghi plastici americani) afferma che le richieste di interventi di chirurgia plastica negli Stati Uniti sono aumentate del 20% rispetto al 2000.

Oltre alla percentuale di interventi di rinoplastica e ricostruzione del seno a causa di un tumore, moltissimi sono gli interventi che vengono richiesti per “migliorare” l’aspetto estetico, soprattutto da donne che hanno superato i 40 anni.

La pratica di cercare di rimanere sempre giovani è stata utilizzata in larga scala da attrici e donne (e anche uomini) dello spettacolo, con risultati che spesso non sono stati entusiasmanti.

Sull’onda delle star, moltissime donne mature si sono avvicinate alla chirurgia plastica per cercare di fermare il tempo che passa. Capita molto spesso di vedere donne over 50 con dei seni che sfidano la forza di gravità e con un turgore che è improbabile anche nelle giovani donne o con visi dall’ovale così definito che sembra impossibile poter aprire la bocca per gridare.

È chiaro che invecchiare non piace a nessuno e i cambiamenti del nostro corpo non sono facili da accettare e se a questo si aggiunge il disinteresse dell’altro sesso nei nostri confronti (il cosiddetto periodo della trasparenza), la situazione diventa emotivamente pericolosa.

Bisogna avere nervi saldi e fare un grande lavoro su noi stesse per far si che l’accettazione di sé, ci faccia vedere la nostra bellezza a prescindere dalle rughe e dal rilassamento dei tessuti.

L’imperversare su social come Instagram di donne perfette, rese tali con applicazioni che correggono tutte le parti del corpo, come modello unico di identità è enormemente fuorviante. Pensare che giovani donne modifichino i loro connotati con un click, per somigliare a uno stereotipo di donna inesistente nella vita reale (pensate al turgore di certe labbra) e che è solo il frutto dell’immaginario, è incredibile e sicuramente un fenomeno da analizzare in modo approfondito.

Qual è la scelta da fare: invecchiare e non piacersi o rincorrere la nostra immagine di giovinezza? C’è una via di mezzo: la medicina estetica.

Se cambiare i nostri connotati è un po’ rinnegare la nostra identità e la nostra storia, cerchiamo la soluzione che ci permetta di minimizzare i segni dell’invecchiamento sul nostro corpo senza modificare la nostra identità.

Questo ci permette di accettare i cambiamenti, che a questo punto, non risulteranno più così repentini e ci consentirà di vedere la bellezza che è in ognuno di noi, a prescindere dall’età.

Chirurgia plastica e paura di invecchiare

La paura di invecchiare e di avvinarci inesorabilmente alla fine della vita, assale tutte le persone vicine all’età matura.

Credo che, se fosse possibile, faremmo tutti un patto con il diavolo per conservare la nostra giovinezza rinunciando alla nostra anima, così come Dorian Grey, il personaggio nato dalla penna di Oscar Wilde. Anche Lord Henry Wotton, sempre per rimanere nel tema del romanzo, sostiene che la bellezza è un bene transitorio e fuggevole perché legato alla giovinezza.

Se veramente siamo convinte che la bellezza è soltanto una, e cioè quella legata alla giovinezza, ci sentiremo sempre a disagio con il nostro nuovo corpo.

Il continuo disagio e il malessere che questo genera, può portare a una vera e propria depressione, patologia in aumento tra le donne over 50.

Un modo per contrastare i danni estetici dell’invecchiamento può essere visto nella chirurgia plastica che permette di togliere l’eccesso o aggiungere nelle carenze, oltre a tirare e “spianare”.

Alcune donne rinascono a nuova vita con l’acquisto del seno che hanno sempre sognato, diventano più sicure di sé e si sentono più attraenti dal punto di vista sessuale, cosa che dà loro un grande potere nei confronti dell’altro sesso.

Altre non riescono a smettere di fare interventi e ritocchi per raggiungere quella che ai loro occhi appare come perfezione. Allora labbra gonfie, seni gonfi, pance piatte, fianchi magri, ovale del viso super definito, tutto è acquistabile come da catalogo.

Tutto questo ha veramente una valenza positiva sulla psiche o la rincorsa a quello che eravamo (o a quello che avremmo voluto essere) ci lascia sconfitte e perdenti già in partenza?

È impossibile tornare indietro nel tempo, anche il più bravo chirurgo plastico non sarà in grado di donarci la giovinezza che non ci appartiene più.

Accettare il trascorrere del tempo come un bellissimo traguardo, cercando di limitare i danni dell’invecchiamento e mantenendo la nostra gioia per la vita, ai miei occhi appare come un grandissimo risultato di cui essere felici.

Vediamo insieme cosa è possibile aspettarsi dalla chirurgia plastica e le differenze con la medicina estica.

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Chirurgia plastica vs medicina estetica

La chirurgia plastica è una branca importante della medicina, che si occupa della correzione di difetti morfologici congeniti o derivanti da patologie specifiche come le neoplasie o le malattie degenerative, oltre a quelli derivanti da traumi importanti o da ustioni.

L’intervento di chirurgia plastica, in questo caso migliora la funzione che è compromessa dal difetto.

La chirurgia estetica, un settore della chirurgia plastica, non prevede che ci sia una limitazione della funzione, ma si occupa di migliorare i difetti dal punto di vista meramente estetico.

Come già detto, spesso questi difetti estetici minano il benessere psicofisico della persona, che si sente a disagio anche nella vita sociale.

La medicina estetica è la branca della medicina che si occupa di migliorare gli inestetismi quali rughe, macchie scure, cedimenti del tono della pelle, cellulite.

Uno dei mezzi più utilizzati per contrastare gli inestetismi sono i filler che vengono iniettati nella pelle, si tratta solitamente di acido ialuronico o di sostanza in grado di stimolare la formazione del collagene, che è la vera impalcatura della cute e del sottocute.

Per la cellulite viene utilizzata la mesoterapia, viene cioè iniettato un cocktail di farmaci con dei multi-iniettori (supporto lineare o circolare con un numero da 3 a 5 di aghi sottili) a livello dell’inestetismo.

Medicina estetica e accettazione di sé

La medicina estetica sembra essere il giusto equilibrio per chi si accetta, si vuole bene, si prende cura di sé e vuole limitare i segni dell’invecchiamento senza modificare i propri connotati.

Prendersi cura di sé vuol dire avere attenzione per la mente e per il corpo e, come utilizziamo le creme idratanti e anti-age per aiutare il nostro corpo a produrre il collagene che è l’elemento determinante la compattezza e il turgore della pelle, è possibile aiutare questo processo con iniezioni localizzate nei punti degli inestetismi.

Cercare di migliorare il proprio aspetto è un modo di amarsi, così come miglioriamo le nostre conoscenze leggendo e studiando o visitando nuovi luoghi, possiamo migliorare il nostro aspetto prendendoci cura del nostro corpo.

La Società Italiana di Medicina Estetica afferma che sono sempre di più le over 60/70 che richiedono l’aiuto di filler per vedersi meglio. La cosa che ci piace è che le donne lo fanno per se stesse.

Vivere il passare degli anni in serenità accettando le piccole “debolezze” che la vita ci chiede in cambio,  cercando di rallentare il decadimento, è importante per rimanere in buona salute.

La medicina estetica non si avvale infatti soltanto dei filler, ma viene coadiuvata da una sana alimentazione, da attività fisica adeguata e da uno stile di vita appagante. Tutte attività volte alla salute fisica e psichica dell’individuo e all’accettazione dei cambiamenti che non sono da temere, ma piuttosto da controllare e, dove possibile, limitarne la valenza negativa.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rita Palazzi
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