La sfilata di Gucci per l’Autunno/Inverno 2018

 

La sfilata di Gucci ha lasciato tutti a bocca aperta: stupiti, esterrefatti e anche dubbiosi.

Modelli che portano in mano la replica delle loro teste, dolci fanciulle che cullano baby draghi e serpenti, occhi che spuntano sulle fronti in una location da pallida sala operatoria verde.

Come non rimanere choccati?

Alessandro Michele è un genio creativo, la sua genialità forse è troppo per la moda, ma di sicuro è perfetta per il cinema. Gli effetti della sfilata, infatti, hanno richiesto mesi e mesi di lavoro insieme ai migliori tecnici degli effetti speciali di Cinecittà, ma era necessario far sfilare le teste mozzate? E la location siamo sicuri che non ferisca le persone che in questo momento hanno bisogno realmente di quell’ambiente? Non erano sufficienti draghi e serpenti per esprimere il lato fantasy di Alessandro Michele?

Il mondo fantasioso di Alessandro Michele

Michele ha voluto, in questo modo fantasioso, focalizzare l’attenzione sul proprio lavoro, infatti, spiega così la sua collezione per il prossimo autunno/inverno: «riflette il mestiere dello stilista che taglia, cuce e ricostruisce materiali e tessuti per creare una nuova personalità e identità».

Nella collezione c’è di tutto, anche un chiaro riferimento a un’umanità multirazziale.

Fiori, righe, quadri, loghi e chi più ne ha più ne metta.

Maschere, fazzoletti annodati in stile matrioska e copricapo dalle fogge più strane (anche una pseudo pagoda) decorano le teste dei modelli.

Le sovrapposizioni di colori e fantasie sembrano accozzaglie di stili e di forme che tutto fanno meno che esaltare le forme del corpo femminile e di quello maschile, anzi il corpo non esiste è come un manichino dove vengono appoggiati una serie di indumenti in modo del tutto casuale: abiti sopra pantaloni, con sopra felpe e altro.

Abbastanza difficile da indossare non soltanto per i prezzi.

Si ringrazia Vogue Runway per le foto della sfilata.

 

 

Rita Palazzi
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