All Woman Project ci invita a unirci alla rivoluzione per la diversità

All Woman Project calling for the diversity fashion revolution #iamallwoman Not Only Twenty fashion blogNot Only Twenty si unisce alla diversity revolution nella moda, al fianco di All Woman Project #IAmAllWoman

 

Nonostante gli evidenti segni di cambiamento che appaiono in campagne e riviste di moda, c’è ancora molto lavoro da fare.

La fashion e la modelling industry sono più aperte che mai; è oramai usuale vedere immagini di modelle che assomigliano sempre più alla donna media, ma persiste ancora una roccaforte: le sfilate.

All Woman Project è un’idea che ha ora generato una nuova campagna. Il progetto è stato lanciato l’anno scorso, e adesso le creatrici sono scese di nuovo sul campo di battaglia. Sono Charli Howard, modella britannica che conosce bene questo problema (una taglia 6 a cui è stato detto che era ‘troppo grande’ per ottenere lavoro nel settore), e Clémentine Desseaux, una blogger che promuove una visione body-positive.

La campagna colma la mancanza del settore riguardo alla diversità in termini di razza, tipo di corpo ed età.

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Queste modelle, che rappresentano tutti i tipi di femminilità, si sono unite perché sono stanche di questa lacuna.

La campagna include una vasta gamma di modelle, come le plus-size Denise Bidot e Barbie Ferreira, la body image attivista Iskra Lawrence, la stella prémaman dei fashion show Mari Agory, la rapper Victoria Brito, l’ex Miss Teen USA, la famosa Instagrammer senegalese Khoudia Diop e la senior style blogger Lyn Slater.

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Il servizio fotografico è stato scattato dalle modelle e fotografe Heather Hazzan e Lily Cummings.

Qual è il punto di tutto ciò?

“Non volevamo suggerire che ciò che le persone stanno facendo nella moda fosse sbagliato. Abbiamo solo voluto creare qualcosa che fosse rappresentativo delle donne che comprano la moda, e che fosse esteticamente gradevole e di ispirazione“, ha raccontato Howard.

“Siamo ancora inondati di messaggi”, continua Howard.

“Le donne di tutto il mondo ci dicono che le abbiamo aiutate con la loro fiducia in se stesse, o che le abbiamo aiutate ad abbracciare i loro difetti che altrimenti odiavano”.

C’è qualcosa di più importante di questo?

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Rita Palazzi
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